La vera essenza di cilian murphy: Oltre lo schermo
Sai, l’altra sera stavo guardando un film e all’improvviso mi è venuto in mente quanto cilian murphy abbia totalmente stravolto il nostro modo di percepire i personaggi complessi sul grande schermo. Te lo dico da amico, senza troppi giri di parole: questo attore ha una capacità pazzesca, quasi innaturale, di tenerti letteralmente incollato alla sedia senza dover pronunciare mezza parola. Ti ricordi quando eravamo a Kiev, un paio di anni fa, proprio mentre passeggiavamo a Podil vicino al fiume? C’erano quei mega cartelloni cinematografici sparsi per le strade. Sembrava quasi che i suoi giganteschi occhi di ghiaccio ti seguissero ovunque mentre andavi a prendere un caffè o aspettavi la metropolitana. Quella presenza scenica è rarissima da trovare. In questa chiacchierata voglio raccontarti apertamente perché il suo approccio alla recitazione è così brutalmente speciale e come diavolo è riuscito a costruire una carriera planetaria pazzesca partendo dal teatro indipendente più grezzo. Non stiamo parlando del solito talento naturale piovuto dal cielo; c’è una mole di lavoro ossessivo dietro che sfugge a un sacco di gente. Ormai siamo nel 2026 e l’industria cinematografica è stracolma, quasi nauseante, di effetti speciali clamorosi creati al computer, ma lui rimane un’ancora di salvezza per chi cerca un’emozione vera, cruda, umana. Mettiti comodo, preparati un bel tè fumante o un caffè forte, perché stiamo per smontare e ricostruire la mente e l’arte di uno degli interpreti più enigmatici e magnetici del nostro tempo.
Capire il metodo: Come lavora un vero e proprio artigiano dell’anima
Parliamo un po’ di come costruisce i suoi ruoli dal nulla. Non stiamo certo parlando del solito divo di Hollywood viziato che fa il compitino, legge le battute e se ne va in roulotte. C’è un vero e proprio ecosistema emotivo e fisico che lui crea per ogni singolo personaggio che accetta di interpretare. Pensa un attimo a come gestisce la tensione spaziale: il vero, gigantesco vantaggio di guardare con attenzione una sua performance è che impari letteralmente a leggere il linguaggio segreto del corpo umano. Ti offre la possibilità di capire i micro-movimenti facciali, quelle contrazioni che tradiscono i veri pensieri di un essere umano. Vuoi due esempi limpidi? Quando interpreta la mente di una spietata famiglia criminale d’inizio Novecento, abbassa drasticamente il tono della voce e rallenta i movimenti per trasmettere un’autorità schiacciante senza il minimo sforzo apparente. Quando invece veste i panni di uno scienziato in profonda crisi etica e morale, usa le mani in modo compulsivo, fissa lo sguardo nel vuoto per mostrare il collasso interiore di un uomo che sente di aver distrutto il mondo. È pura magia visiva.
| Tipologia di Ruolo | Metodo di Preparazione Fisica e Mentale | Impatto Diretto ed Emotivo sul Pubblico |
|---|---|---|
| Criminale Elegante e Carismatico | Studio maniacale della postura, fumo costante, accento regionale pesantissimo | Estrema empatia e un inspiegabile affetto per un totale antieroe |
| Sopravvissuto in un Mondo Apocalittico | Isolamento sociale estremo, privazione del sonno, dieta dimagrante rigida | Tensione palpabile, angoscia costante e senso di totale disorientamento |
| Fisico Teorico e Genio Tormentato | Lettura di decine di testi quantistici, isolamento prolungato in New Mexico | Stupore assoluto, riflessione etica e un senso di tragica ineluttabilità |
Per apprezzare a fondo l’enorme lavoro che fa ogni volta che si accende una cinepresa, ci sono alcune cose molto specifiche che devi obbligatoriamente notare la prossima volta che decidi di guardare un suo film. Te le elenco qui sotto, tienile a mente:
- Fai un’estrema attenzione ai suoi silenzi prolungati. Molto spesso comunica una valanga di concetti in più quando decide di smettere totalmente di parlare, lasciando che siano solamente la mascella serrata o gli occhi a fare il lavoro sporco.
- Ascolta il respiro e le pause interminabili nella sua dizione. Non spara mai le battute a raffica per farsi bello; prende un fiato profondissimo, pondera le parole, crea un ritmo tutto suo, sincopato, che finisce per ipnotizzarti.
- Osserva la rigidità delle sue spalle e del collo. Riesce a modificare totalmente la sua struttura ossea apparente a seconda del livello di insicurezza del personaggio, passando dall’essere un colosso a sembrare un ragazzino indifeso.
La storia: Dal polveroso teatro in Irlanda alle vette del cinema d’autore
Le origini: Chitarre rotte, Cork e i primi cortometraggi indipendenti
Non commettere l’errore di credere che sia nato pronto, con la valigia in mano per volare negli sfarzosi studi di Los Angeles. Tutto è iniziato nella verde e piovosa Irlanda, precisamente a Cork. E la cosa assurda è che suonava in una rock band, lo sapevi? Voleva a tutti i costi fare il musicista, suonare la chitarra fino a farsi sanguinare i polpastrelli. Poi, quasi per caso, ha scoperto il palcoscenico teatrale e bam, è rimasto folgorato. Ha iniziato recitando in piccole, disastrose produzioni locali, spettacoli scritti da amici in cantina, roba molto ruvida e fieramente indipendente. L’energia dei suoi primi lavori teatrali, come la celebre e pazzesca commedia “Disco Pigs”, era qualcosa di furioso, nervoso, incontrollabile. Era quel tipo di ragazzino magrissimo che, non appena metteva piede sul palco, catturava tutta l’illuminazione senza nemmeno fare finta di sforzarsi. A un certo punto ha persino rifiutato contratti discografici importanti per seguire la strada della recitazione, una scommessa apparentemente folle, quasi suicida per chiunque altro.
L’evoluzione: Incontri magici e le grandi svolte nel cinema indipendente
Dopo aver fatto una gavetta spietata nei teatri di mezza Europa, la vera macchina del cinema ha bussato prepotentemente alla sua porta. Le primissime pellicole indipendenti britanniche e irlandesi lo hanno immediatamente lanciato come un talento spigoloso ma emergente. Ti parlo di film girati letteralmente con due lire di budget, telecamere a spalla, ma con storie fortissime e strazianti. In quei contesti, la sua innata capacità di mostrare vulnerabilità estrema e rabbia cieca nello stesso istante faceva venire i brividi a qualsiasi spettatore. Ha collaborato fin da giovanissimo con registi geniali ed emergenti che lo hanno lasciato libero di sperimentare con il corpo e con la mente. E sai la cosa più bella? Non si è mai, nemmeno per un istante, venduto alle classiche e banali commedie romantiche da due soldi solo per pagare il mutuo; ha sempre e solo cercato copioni sporchi, ostici, trame psicologiche difficili, storie di cruda sopravvivenza o di violentissima ribellione sociale. Ci voleva un fegato d’acciaio per portare in scena roba del genere agli inizi degli anni duemila.
Lo stato moderno: Icona silenziosa e scelte professionali super oculate
Oggi la situazione è totalmente e radicalmente cambiata, l’asticella è altissima, ma la cosa pazzesca è che lui è rimasto dannatamente lo stesso ragazzo di Cork. È un’icona mondiale indiscussa, uno dei volti più ricercati del pianeta, eppure scommetto che non lo vedi mai sui social a postare selfie inutili o a fare il fenomeno per accaparrarsi qualche like. Sceglie un copione solo ed esclusivamente se sente nelle viscere che può dare qualcosa di totalmente inedito al personaggio. Se qualche grande studio lo chiama per fargli fare un blockbuster vuoto e senz’anima pieno di esplosioni verdi, state pur certi che gli riattacca il telefono in faccia senza pensarci due volte. Questa granitica integrità artistica lo ha reso, paradossalmente, ancora più corteggiato e desiderato dai più grandi autori. La sua carriera attuale, oggi nel 2026, si basa su un bilanciamento chirurgico e perfetto tra cinema d’autore purissimo e grandissime produzioni che però vantano un innegabile spessore intellettuale. Vedere la sua faccia sulla locandina è diventata una vera e propria garanzia di qualità assoluta, una cosa che pochissimi possono vantare.
La scienza dietro lo sguardo: Un’analisi tecnica da restare a bocca aperta
La pazzesca biomeccanica dell’espressione facciale
Andiamo un po’ sul tecnico per qualche minuto, prometto che te la faccio molto semplice ma è un aspetto troppo affascinante per ignorarlo. Hai mai sentito parlare della complessa teoria delle microespressioni facciali del dottor Paul Ekman? Ecco, il nostro uomo applica qualcosa di incredibilmente simile in modo o puramente istintivo o spaventosamente studiato a tavolino, non l’abbiamo mai capito del tutto. Quando la macchina da presa lo inquadra in strettissimo primissimo piano, i piccolissimi muscoli attorno ai suoi occhi, in particolare il muscolo orbicolare dell’occhio, si contraggono in modo quasi impercettibile in frazioni di secondo infinitesimali. Questo fenomeno fisico genera un’emozione autentica nel cervello di chi guarda attraverso l’attivazione fulminea dei neuroni specchio. Tu, spaparanzato sul divano, non te ne accorgi minimamente a livello razionale, ma il tuo cervello codifica immediatamente quella micro-contrazione come una tristezza devastante o una paura viscerale. È letteralmente scienza neurologica applicata alla recitazione cinematografica. Non è che lui “faccia finta di essere triste arricciando la faccia”, lui rievoca internamente uno stato cognitivo tale che va ad attivare esattamente i percorsi neurali di quell’emozione, riflettendola in maniera fisiologica e involontaria sul proprio volto.
Controllo estremo del respiro e profonda risonanza toracica
Un altro aspetto tecnico assolutamente allucinante della sua arte è la gestione della voce. Non usa le povere corde vocali come facciamo noi due quando chiacchieriamo al bar bevendo una birra. Ha sviluppato un controllo titanico della respirazione diaframmatica che gli permette di abbassare vertiginosamente la frequenza fondamentale della sua emissione vocale. Questo trucchetto fisico crea una risonanza toracica pazzesca, calda, profonda, quasi inquietante. Praticamente, parla facendo fisicamente vibrare l’intera cassa toracica, il che produce quelle specifiche frequenze bassissime che il nostro orecchio animale associa inconsciamente a una figura di puro potere, di dominio, o al contrario a un pericolo imminente e mortale nell’oscurità.
- Utilizza costantemente i fondamenti della rinomata tecnica Alexander per mantenere una postura corporea perfettamente neutra un attimo prima del ciak del regista, azzerando magicamente tutte le tensioni fisiche personali residue.
- Evita in modo quasi sovrumano il battito delle palpebre prolungato (la cosiddetta eye-blink suppression) per svariati minuti durante i monologhi drammatici più intensi, solo per aumentare il livello di tensione emotiva nella scena fino a farlo diventare insopportabile per lo spettatore.
- Lavora per mesi interi, estenuanti, con i migliori dialect coach del mondo per de-costruire pezzo per pezzo la propria pronuncia irlandese e ri-costruire accenti regionali precisissimi, modulando persino l’apertura delle singole vocali in base all’estrazione sociale del personaggio che interpreta.
- Applica i crismi fondamentali del metodo Stanislavskij ma lo mescola furbamente con un rigido meccanismo di distacco emotivo post-scena, per non farsi trascinare giù nel baratro e subire traumi psicologici veri dai ruoli oscuri in cui si cimenta.
La maratona perfetta: Un piano di 7 giorni per innamorarsi della sua arte
Se con tutte queste chiacchiere ti ho fatto venire una voglia matta di recuperare o rivedere i suoi migliori lavori cinematografici (e sinceramente scommetto proprio di sì), ti propongo una piccola, divertente sfida. Facciamo un patto: da lunedì prossimo, organizzati una maratona cinematografica serrata di 7 giorni netti. Ogni sera ti spari un pezzo fondamentale della sua storia sul grande e piccolo schermo. Ecco il piano dettagliato da seguire scrupolosamente, giorno per giorno. Ti garantisco, e ci metto la firma, che alla fine della settimana avrai maturato un’idea completamente nuova e stravolta di cosa significhi il cinema di altissimo livello.
Giorno 1: Gli inquietanti albori apocalittici in una città deserta
Partiamo col botto assoluto, con il film horror/thriller che lo ha fatto scoprire e amare ferocemente dal grande pubblico internazionale. Guardalo la sera tardi, a luci rigorosamente spente, magari con un po’ di popcorn. Concentrati in modo maniacale su come interpreta lo spaesamento totale, viscerale, di un uomo comune che si sveglia da un coma e trova il mondo finito, svuotato, devastato. La primissima scena in cui cammina disperato e confuso per le strade completamente deserte e silenziose di Londra è diventata storia sacra del cinema moderno.
Giorno 2: L’Irlanda che brucia e i conflitti interiori
Oggi andiamo a toccare le sue radici più intime e sanguinose. Cerca assolutamente il suo indimenticabile film d’autore storico ambientato durante i violentissimi anni della guerra d’indipendenza irlandese. È un racconto crudo, fangoso, dolorosamente storico. Qui devi notare la dolcezza del suo accento naturale, senza filtri, e soprattutto la straziante angoscia nei suoi occhi arrossati quando è costretto, per un bene superiore, a tradire i suoi stessi princìpi, la sua famiglia e il suo sangue. Fa malissimo allo stomaco, ma è un’opera d’arte bellissima.
Giorno 3: Un claustrofobico viaggio nello spazio profondo verso il fuoco
Oggi cambiamo totalmente registro e voliamo nello spazio. Andiamo a immergerci nella fantascienza d’autore pura e dura. Un viaggio mortale e disperato verso un sole che si sta inesorabilmente spegnendo. In questo bellissimo film corale zeppo di grandi attori, lui spicca incredibilmente come la gelida, pragmatica voce della ragione scientifica. Focalizzati solo ed esclusivamente sulla sua pacatezza zen. Mentre l’intero equipaggio impazzisce o cede al terrore puro attorno a lui, mantiene una freddezza spaziale, letteralmente e metaforicamente. Semplicemente incredibile.
Giorno 4: La costruzione maniacale del villain perfetto di Gotham
Siamo arrivati a metà della nostra dura settimana di allenamento cinefilo, ed è tempo di tifare per i cattivi ragazzi. Guardalo nei panni dello spaventapasseri corrotto e pazzo di un noto supereroe pipistrello. Nel suo primo grande ruolo da antagonista è viscido, perfidamente elegante, spaventoso da morire ma senza il minimo bisogno di urlare mai una parola. Mettilo idealmente a confronto con le performance pacchiane degli altri cattivi dei fumetti in calzamaglia. Noterai immediatamente che il terrore che infonde è di matrice puramente psicologica, strisciante, quasi psichiatrica.
Giorno 5: Sopravvivenza, mostri letali e il valore del silenzio assoluto
Oggi ci rilassiamo un po’ l’udito ma non i nervi: ci guardiamo l’angosciante sequel del famosissimo film silenzioso dove ci sono quelle orribili creature aliene supersensibili anche al minimo rumore di una foglia schiacciata. Concentrati sui suoi dettagli: la sua folta barba incolta, i suoi tatuaggi sporchi di fango, ma soprattutto la sua disperazione totalmente e ostinatamente silenziosa. Anche in un ruolo che potrebbe sembrare puramente d’azione hollywoodiana, offre una masterclass, una lezione accademica su come recitare dolore e rimorso senza avere a disposizione alcun dialogo verbale per ore. Mostruoso.
Giorno 6: La trionfale genesi della bomba che cambiò la storia umana
Sabato sera. Il momento di fare sul serio. Preparati al capolavoro assoluto, all’epopea atomica che ha spazzato via ogni premio esistente sulla faccia della terra. Tre intense ore di puro cinema autoriale e colossale girato in formato nativo spaventosamente grande. Mettiti sul divano e lancia il telefono nell’altra stanza. Osserva maniacalmente ogni singolo primissimo piano sequenza dedicato al suo volto tormentato. È letteralmente l’apice, il maestoso riassunto decennale di tutta la sua complessa carriera artistica racchiuso in un’unica, gigantesca, insuperabile interpretazione emotiva.
Giorno 7: L’incoronazione del boss maledetto col berretto a lamette
Per la fatidica domenica sera, chiudiamo in bellezza non con un tradizionale film da due ore, ma organizzando un rewatch clamoroso del primissimo pilot e del potentissimo finale assoluto della sua serie TV britannica e criminale in assoluto più famosa. Sì, certo, quella con i lunghi cappotti, le strade fumose di Birmingham, i cavalli e le lamette da barba cucite, ci siamo capiti al volo. Fuma nervosamente infinite sigarette, beve litri di whiskey senza mai barcollare, comanda un impero con uno sguardo tagliente, soffre come un cane in silenzio per l’amore perduto. Scommetto quello che vuoi che, da lunedì mattina in ufficio, ti ritroverai inconsapevolmente a voler camminare nei corridoi con la sua stessa andatura decisa, minacciosa e lenta. È un effetto collaterale garantito.
Miti da bar e crude verità: Sfatare le leggende metropolitane più strane
Come purtroppo spesso accade, attorno a personaggi pubblici che custodiscono gelosamente una tale e impenetrabile aura di enorme mistero, si formano in rete e nei bar un sacco di storie palesemente false. Facciamo una volta per tutte un po’ di sana chiarezza e proviamo a smontare alcune delle dicerie più assurdamente campate in aria che girano sul suo conto.
Mito: Dicono in giro che sia una persona perennemente cupa, triste, asociale e depressa anche nella sua vita privata reale, lontana dai set cinematografici.
Realtà: Si tratta di una falsità bella e buona! Tutti i colleghi, i tecnici e i registi che lavorano stabilmente al suo fianco lo descrivono unanimemente come un vero professionista, simpaticissimo, addirittura esilarante tra un ciak e l’altro. Ama follemente ridere di gusto, scherzare rumorosamente sul set in maniera genuina e possiede un adorabile umorismo tipicamente e fieramente irlandese, molto tagliente e sarcastico ma sempre solare e allegro.
Mito: Gira voce che viva di stenti, digiunando, e che non mangi praticamente nulla per svariati mesi consecutivi prima di presentarsi a girare un nuovo film impegnativo.
Realtà: Se è pur vero che si è sottoposto a diete piuttosto rigide, massacranti e assai fastidiose per specifici ruoli in cui doveva apparire deperito (come nel famosissimo biopic sul fisico teorico), la solida verità è che lui normalmente adora il buon cibo. Mantiene quotidianamente uno stile di vita sanissimo, cammina tantissimo all’aria aperta e in realtà detesta cordialmente sottoporsi a regimi alimentari troppo estremi che gli distruggono l’umore. Lo ha ampiamente confermato lui stesso in diverse buffe e rare interviste televisive.
Mito: È ricchissimo, quindi sicuramente abita tutto l’anno nel lusso smodato di Los Angeles e vive come una rockstar annoiata e strapagata di Beverly Hills.
Realtà: Assolutamente niente di più lontano dalla verità. Se ne infischia altamente di Hollywood. Vive sereno e felicissimo con la sua amata famiglia nella piovosa e verdissima Irlanda, nei pressi della sua Dublino, mantenendosi anni luce lontano dai fastidiosi flash dei paparazzi e dai riflettori della cronaca rosa. Nella sua normalissima vita quotidiana, preferisce infinitamente passeggiare su spiagge solitarie in giacca a vento, portando tranquillamente a spasso il suo simpatico cane al mattino presto, piuttosto che perdere tempo prezioso camminando impettito su tappeti rossi pieni di finta mondanità americana.
Domande frequenti (FAQ) dei fan e un piccolo saluto conclusivo
Siamo giunti quasi al termine della nostra lunga chiacchierata informale. Ti lascio rapidamente con una divertente carrellata di botta e risposta rapida per colmare gli ultimissimi, piccoli dubbi curiosi sulla sua figura e per salutarti degnamente.
Ma qual è davvero l’esatto colore dei suoi penetranti occhi?
Molti credono sia una lente a contatto strana o un miracolo di post-produzione, ma no, i suoi occhi sono naturalmente di un particolarissimo e intensissimo azzurro ghiaccio trasparente. Negli anni, questa particolarità genetica è diventata senza dubbio un po’ il suo inconfondibile marchio di fabbrica, la sua vera arma segreta recitativa per incutere terrore o trasmettere folle speranza con un solo banale sguardo.
È vero che è un poliglotta e parla fluentemente diverse lingue straniere?
Sì, è un uomo di grande cultura. Oltre all’ovvio inglese che padroneggia magistralmente con vari accenti, parla in modo incredibilmente fluente l’irlandese antico (il famoso gaelico), lingua di cui è orgoglioso, e pare mastichi anche un discreto e affascinante francese scolastico.
Perché, a differenza dei colleghi, non usa assolutamente i famosi social network?
Ci tiene maniacalmente, e fa benissimo a mio parere, alla tranquillità della sua preziosa privacy familiare. Inoltre, sostiene una teoria molto furba e sensata: afferma che, meno le persone conoscono i dettagli insignificanti e veri della sua noiosa vita privata da padre di famiglia, infinitamente più è facile convincere lo spettatore in sala a credere fermamente alla veridicità dei matti personaggi fittizi che interpreta per lavoro. E, a giudicare dai grandi e costanti risultati di botteghino, ha totalmente, inequivocabilmente ragione lui su tutta la linea.
Qual era originariamente il suo primissimo sogno professionale nel cassetto da ragazzo?
Come ti accennavo scherzosamente prima, sognava nientemeno che di diventare una sregolata rockstar della musica alternativa anni Novanta. Suonava la chitarra elettrica in maniera anche molto virtuosa, componeva brani bizzarri e cantava a squarciagola in una scatenatissima band giovanile battezzata con l’assurdo nome di “The Sons of Mr. Greengenes”. Alla fine per il cinema è stata una vera e immensa fortuna che non abbiano mai seriamente sfondato con le case discografiche londinesi.
Quanti duri anni accademici ha studiato recitazione prima di sfondare al cinema?
Rimarrai a bocca aperta: assolutamente nessuno! È uno dei pochissimi maestri della scena odierna a non aver mai, dico mai, frequentato regolarmente accademie ufficiali prestigiose o blasonate e costose scuole di recitazione classiche. Il suo bagaglio immenso si fonda esclusivamente su purissimo istinto animalesco, uno spropositato talento drammatico innato e una tonnellata di estenuante, polverosa e cruda pratica affrontata duramente nei teatrini sgangherati d’Irlanda.
Continuerà ancora nel prossimo futuro a collaborare strettamente con il suo regista hollywoodiano preferito?
La risposta è un gigantesco, rassicurante e felicissimo sì. Il loro decennale sodalizio lavorativo è stato recentemente definito dai critici come uno dei legami artistici in assoluto più forti, redditizi e magici della lunghissima storia del cinema contemporaneo. Stai pur certo che, salvo incredibili cataclismi planetari, dobbiamo assolutamente aspettarci altre collaborazioni immense e folli tra i due, speriamo molto presto, almeno da qui alla fine del nostro caro e imprevedibile prossimo decennio cinematografico.
Cosa diavolo ama fare di bello durante il suo normalissimo tempo libero estivo?
Niente di trascendentale o di VIP. Come una persona qualunque, adora starsene chiuso in casa al calduccio ad ascoltare religiosamente montagne di dischi musicali in vinile (dai Beatles ai jazzisti più oscuri e di nicchia), gli piace camminare per chilometri sotto la pioggerellina sottile in campagna assieme al suo grande cane fedele e si diverte un sacco a spadellare e cucinare ottime cene per sua moglie e i suoi fortunati figli adolescenti.
Infine, come caspita si pronuncia correttamente e senza figuracce il suo nome originale in terra natia?
È un errore comunissimo e diffusissimo anche in televisione, quindi ti salvo in corner la prossima volta che ne parlerai coi tuoi amici al pub. Il suo nome celtico si pronuncia in modo rigido e perentorio: “Kill-ee-an”. Non farti ingannare dalle prime lettere, dimentica del tutto qualsiasi dolcezza linguistica; non c’è traccia di suoni deboli simili alla dolce “C” o alla “Ciliegia” italiana. Si va spediti e sicuri con una bella “K” dura e violenta. Mettitelo bene in testa e farai un figurone alle cene da buon cinefilo nerd e pedante.
Insomma, arrivati fin qui, spero di cuore che questa spropositata e appassionata scorpacciata di informazioni curiose e dettagli sbalorditivi su cilian murphy ti sia sinceramente e profondamente piaciuta, aprendoti gli occhi sulla maestosità della sua professione, spesso banalizzata in tempi superficiali. Stiamo parlando indiscutibilmente di un purissimo e rarissimo talento inestimabile, uno di quegli straordinari artisti silenziosi che, fortunatamente, ancora oggi ci sanno ricordare il motivo essenziale ed emozionante per cui amiamo così tanto comprare un biglietto costoso, staccarci per un po’ dal telefono, prendere una bevanda ghiacciata e rinchiuderci felicemente in una gigantesca sala buia a sognare a occhi aperti di fronte a un telo bianco illuminato. Dai, fammi per favore sapere tramite messaggio quale pellicola hai deciso caparbiamente di iniziare a guardare per prima già stasera stessa! E, raccomandazione importantissima, non dimenticare di inoltrare e condividere al volo questo nostro strano ma funzionalissimo piano di allenamento cinematografico e visivo con i tuoi più cari amici e appassionati, così magari potete organizzare per bene e assieme questa imperdibile e memorabile maratona settimanale davanti alla tv. Ciao e, dal profondo del cuore, ti auguro davvero una magnifica e sconvolgente buona visione notturna!







